Breve Biografia
Nome “ufficiale” Giuseppe ma, come per quasi tutti i “Giuseppe”, quasi mai utilizzato.
Con il passare degli anni il diminutivo è cambiato, da bambino Pinuccio, da adulto Pino.
E da quest’ultimo (giocando con il cognome) nasce lo pseudonimo utilizzato per firmare i manufatti, Pin8.
Nato a Varese il 18 giugno 1956, frequento, diplomandomi nel 1975, l'appena nato Liceo Artistico di Varese.
Una grande fortuna perché, in quei primi anni di vita, il Liceo ci regala come professori veri Artisti o Professionisti “prestati” all'insegnamento
Nomi come Marcello Morandini, Oreste Quattrini, Angelo e Vittore Frattini, Paolo Paoli e tanti altri artisti provenienti da Urbino.
Oltre la conoscenza delle tecniche ci hanno trasferito il piacere e la libertà di espressione, senza limiti e barriere.
Liberandoci da condizionamenti e stereotipi (come da bambini) non abbiamo paura della “tela bianca”.
Se alla libertà di pensiero aggiungiamo la curiosità, le idee non mancano e la tela si riempie quasi da sola.
In questi ultimi anni “scopro” la forza del colore, poco considerato per 10 lustri dedicati, soprattutto, matita e carboncino,
rigorosamente bianco e nero, con qualche “inserimento” di stick sanguigna.
Forse, anzi certamente, questa conversione è dovuta alla scelta dei colori utilizzati. Gli acrilici.
Oltre ad essere “veloci” quasi come la matita, possono essere utilizzati in purezza o diluiti, ma, soprattutto, impastati e integrati a materie come
polveri di minerali, sabbia, stoffa, tela, paste, gel, gesso, corda, sughero e tutto, o quasi, possa aggiungere forma.
Così facendo il colore si rafforza.
Diventa l’assoluto protagonista, non è più lo strumento per dare vita ad un disegno, è di per sé disegno.
Prende forma, diventa materia in movimento.
Impronte
"Se chi guarda o ascolta una nostra creazione si emoziona e ricorda, allora le nostre sono impronte positive"
Qualsiasi sia la forma di espressione, musica, canto, disegno, pittura, scultura, danza, scrittura, poesia o recitazione, dobbiamo semplicemente emozionare il nostro interlocutore.
Senza spiegazioni, precisazioni o presentazioni.
Solo dopo la visione o l'ascolto delle nostre creazioni, se lo vorrà, ci renderà partecipe delle sue sensazioni che possono anche essere diverse dalle nostre.
L'importante che ci siano, perchè solo in questo caso abbiamo lasciato la nostra IMPRONTA.
Giuseppe Ottolini